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ARlecchino “secondo ZANNI” DELLA COMMEDIA DELL’ARTE |
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E’ la maschera più popolare della Commedia dell’Arte, l’ultima ad essere trasformata in personaggio borghese nella commedia riformata di Goldoni. Arlecchino è il più celebre dei ‘secondo zanni’, il servo sciocco appena arrivato in città dalla campagna (il nostro proviene da Bergamo bassa); di movenze acrobatiche, la sua principale caratteristica è la fame. Molti sono i personaggi a lui simili (spesso i nomi si differenziano per gli attori che interpretavano il ruolo di secondo Zanni), tra i più noti: Truffaldino, Mezzettino, Traccagnino. LE ORIGINI DEL NOME di probabile derivazione sassone: Hell King (Harlequin); un re dei diavoli, Alechino, è citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia (Inferno, canti XXI e XXII).
IL COSTUME Il costume di Arlecchino nasce, come tutti gli Zanni (cioè i servi nella Commedia dell'Arte) in tela bianca cui -come al costume del Centungulus dell'antica Roma - si aggiungono toppe in diversi colori, indice di povertà. Il costume e si trasforma nella seconda metà del Diciasettesimo secolo in un più raffinato costume fatto di sole toppe (losanghe colorate) unite da nastri e il tricorno o il berretto a due punte tipico dei primi Zanni diventa un cappello rosso a tese rialzate. Alla cintura Arlecchino porta un bastone a forma di corta spada (batocio). LA MASCHERA La maschera è nera con bernoccolo verniciato in rosso, retaggio del corno diabolico; nella versione più antica la maschera ha sopracciglia e talvolta è contornata di una folta peluria. |
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