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PULCINELLA MASCHERA APOLIDE |
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IL CARATTERE E’ la maschera napoletana per eccellenza e certamente deriva dai personaggi delle farse Atellane, come testimonia il suo abito bianco, la gobba di Dossenus, il naso adunco di Baccus e la fame inestinguibile di Pappus; è anche lui un “secondo Zanni”, o servo sciocco che viene dalla campagna, come Arlecchino, ebbe anche un grande successo a Venezia, così come a Roma (i Pulcinelli romani), in Francia (Polichinelle) e in Inghilterra (Punch). La sua fortuna durante i carnevali di Venezia è testimoniata da molti quadri e affreschi di Giandomenico Tiepolo e soprattutto del figlio di Giambattista, che coglie la sua essenza di figura spettrale, priva di colore, per testimoniare la fine di un epoca e della Serenissima Repubblica. L'ORIGINE DEL NOME Pulcinella, il cui nome deriva dalla sua voce stridula simile a quella di un pulcino.
IL COSTUME Il costume è quello bianco, ampio, in tela grezza degli Zanni, ma vi sono -per tradizione- alcune differenze tra i Pulcinella 'Napoletani' e quelli 'Veneziani' nella maschera, come vedremo, nel cappello: conico e floscio a Napoli, conico ma rigido e con la punta tagliata a Venezia, nell'uso delle due gobbe, molto accentuato a Venezia e non necessarie a Napoli. Il costume può essere ingentilito con un piccola gorgiera. LA MASCHERA La maschera tipica Napoletana è nera o comunque marrone scuro, con naso a becco (in tono con l'etimologia del nome), mentre nella variante resa celebre da Domenico Tiepolo la maschera ha il naso più corto e adunco, ed è di un colore più chiaro. |
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